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6 Giugno 2006 -
Non occorre
particolare integrità morale per condannare la banda di ragazzi che
a Milano ha assalito una pattuglia di “ghisa” lanciando uova e
verdure fino al contatto fisico.
Condanniamoli
allora… è verissimo, sacrosanto, non si deve in nessun caso fare una
cosa simile.
I vigili, oltre
ad essere persone cui è dovuto rispetto, sono, nello svolgimento
delle loro funzioni, pubblici ufficiali incaricati di compiere un
dovere, applicare le decisioni legislative o regolamentari disposte
dalle rappresentanze politiche cui istituzionalmente fanno
riferimento.
Se il CdS
prevede la fattispecie di reato, cos’altro potevano fare i vigili se
non agire verso il mancato uso del casco o la presenza di due
persone su un motorino non omologato? Hanno precisi ordini
(“tolleranza zero”?). Della serie “ambasciator non porta pena”, che
colpe potremmo ascrivere loro?
Ragazzi
difficili poi, in un quartiere degradato, senza adeguati luoghi di
svago, senza guida di famiglie disinteressate alla loro sorte (?),
che si riuniscono in bande da strada per godere della protezione del
branco, su cui la violenza esercita un richiamo irresistibile, che
vogliono vivere senza regole sociali, osservando solo le loro,
vogliono fare i padroni del quartiere (questi sono i commenti che
ascoltiamo più frequentemente).
Di epiteti
negativi potremmo trovarne molti, tutti calzanti per biasimare il
comportamento di questi piccoli delinquenti.
Certo quello che
leggiamo sui giornali viene “filtrato”, interpretato dai giornalisti
che inseriscono aggettivi, apprezzamenti e valutazioni personali;
proviamo allora a “scremare”, separare i fatti dalle
personalizzazioni.
Il fatto:
una pattuglia di “ghisa” ha confiscato il motorino a due ragazzi
che, in un quartiere di Milano, circolavano in due senza casco.
Saprete tutti
che il Parlamento ha varato norme molto restrittive sulle due ruote,
in ossequio ai “desiderata” della commissione Europea. Includono la
confisca del mezzo, con tanto di vendita all’incanto,
oltre a cospicue multe, per svariate fattispecie di reato. Dopo aver
promulgato questa legge ( per contrastare gli scippi a Napoli… ma
qui siamo a Milano! ) lo stesso Parlamento, dopo qualche mese
accortosi dell' abnormità di quanto disposto, ha cercato di porre
rimedio presentando prima al Senato e poi alla Camera emendamenti
alla legge.
Passate al
Senato però, le rettifiche alla legge, non sono state
approvate dalla Camera per mancanza di numero legale (ehh, quando
una cosa và a favore dei cittadini il consenso è così labile!).
Se ne deduce che
il Parlamento abbia già censurato, per ingiustizia, una legge
orribile.
MA LA LEGGE
VIENE PIENAMENTE APPLICATA DALLE FORZE DELL’ORDINE COME SE NULLA
FOSSE ACCADUTO (sappiamo anche noi che è formalmente valida).
Allora, per
ulteriore avvicinamento al “fatto” nudo e crudo, proviamo un altro
“passo” di verosimiglianza.
Una pattuglia di
“ghisa” ha “derubato” del motorino due ragazzi, facendogli pure la
multa.
Essendo
evidentemente “inutilizzabile” la reazione di “denunciare il furto”,
perché non esperibile avverso l’applicazione di tale disposizione di
legge e dopo un indispensabile biasimo dell’uso della violenza,
vorremmo chiedervi: cosa avreste fatto al posto di questi ragazzi,
dopo esservi fatti venire un comprensibile attacco di bile a causa
dell’ingiustizia subita?
Sareste
andati dal Giudice forse, per annullare il provvedimento; ma
l’applicazione di questa sanzione è ineccepibile formalmente e
quindi
avreste avuto ben poche possibilità!
Ve la sareste
presa nel c… allora? Sì, certo! Ma quanta rabbia vi travolgerebbe se, per
esempio (come può ben accadere), confiscassero il vostro
motorino, su cui ancora pagate le “rate”, e che avevate prestato al
vostro imprudente amico senza casco?
Non hanno
ragione quei ragazzi, probabilmente.
Il loro comportamento è censurabile;
ma
i vigili si sono comportati prescindendo dal buonsenso,
nell’applicare norme che il Legislatore stesso aveva, di fatto,
censurato.
- Redazione di AILATI |